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Amiche ed amici de "IL PUNTO G.D." ,
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.
Ecco a voi: "Lost (il parcheggio sotterraneo)".
Cliccate sul link e.... buona lettura!!
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.
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venerdì 18 dicembre 2015
SCIOPERO NAZIONALE. SABATO 19 DICEMBRE BOICOTTATE I CENTRI COMMERCIALI
Come forse avrete capito, uso facebook per diffondere musica e cultura, ma questa volta non posso astenermi. La questione è importate e molto seria. Vi chiedo quindi di leggere e condividere. Ho lavorato nella grande distribuzione per sei anni, un'esperienza che ho anche raccontato nel "Il Punto G.D.", che di fatto - forse non ci crederete - ma è il mio libro più venduto. Negli ultimi anni nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) stanno accadendo cose folli, i contratti sono stati stracciati e mai rinegoziati, il personale è costretto ad un turbinio di cambi di reparto, orari impossibili, festività soppresse e mansioni che si raddoppiano e triplicano, a fronte di personale sempre più ridotto. Situazione resa possibile dalle amministrazioni locali, che pur di incassare qualche euro, vendono i terreni ai privati, e permettono continue aperture di nuovi strutture, nascondendosi dietro la bugia di nuovi posti di lavoro, quando invece, per uno che apre, dieci riducono il personale, perché la concorrenza è sempre maggiore. Il motivo è semplice: questi grandi centri commerciali, sono sempre aperti, per farci spendere il denaro che non abbiamo. Molti non se ne rendono conto, ma questa è una svolta culturale: ci stanno portando alla povertà, con acquisti rateizzati, che faticheremo a pagare, e così ci troviamo schiavi di banche e finanziare. Il discorso è ampio, comprende anche la fine di tanti piccoli negozi, impossibilitati a reggere gli orari della GDO e ci sarebbe anche da discutere sul fatto che la merce venduta al 99,99% viene prodotta in paesi come Cina, India, Africa, dove i lavoratori sono sfruttati e senza diritti, per non dire di bambini e donne in gravidanza avanzata. E questo oltre ad essere immorale, è pericoloso, perché molti prodotti sono privi di qualsiasi sicurezza, fatti spesso con materie prime inquinanti e pericolose per la salute (sono un chimico, vi garantisco che i controlli sono fatti e non fatti, è impossibile seguire la filiera produttiva di milioni di prodotti fatti all'estero, e le etichette vengono contraffatte con facilità). Quindi dietro lo sciopero nazionale di domani, non si tratta solo di difendere i lavoratori della GDO, (che va ricordato non sono medici, forze dell’ordine o ristoratori, categorie che hanno contratti diversi), già sottoposti a possibili ritorsioni con clima da terrore, nel caso aderiscano allo sciopero (trasferimenti, cambi di mansioni e persino licenziamento!!), ma anche di provare a cambiare marcia nel nostro stile di vita. Voi avete una vita? Bene vorrebbero averla anche i lavoratori della Grande Distribuzione, che invece per stipendi miseri, lavorano tutti i sabati e domenica e tutti i festivi. Quindi tutti uniti, SABATO 19 DICEMBRE NON FATE ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI E IN NESSUN PUNTO VENDITA DELLA G.D.O.! Ci sono mille modi per essere felici lo stesso. Riprendiamoci la nostra vita!!
giovedì 12 febbraio 2015
CASSIERA SUPER EROINA
La vera notizia non è la tentata rapina (leggete l'articolo da Bresciatoday.it, qui sotto),
fortunatamente andata a vuoto, ma il fatto che alle 19.30 il supermercato fosse praticamente privo di responsabile,
direttore, sicurezza, nessuno, a mandare avanti il tutto c'erano solo tre ragazze: cassiere ed addette, costrette a chiudere,
pulire e fare conteggi. Naturalmente il tutto per meno di 1000 euro al mese.
E scordatevi una gratificazione per avere coraggiosamente respinto il ladro, al massimo gli offriranno un caffè
in sala mensa. Sala mensa? Ah ah... ma figuratevi se un supermercato ha una sala mensa, al massimo uno spogliatoio fetido...
Avanti così.
Da www.bresciatoday.it
Minacciata con un coltello, cassiera si rifiuta di consegnare i soldi.
Rapina in corso all'Outlet Dolciario di Castel Mella, quando manca poco all'orario di chiusura:
la cassiera aggredita con un coltello risponde con fermezza, fino a far scappare il rapinatore. Si cerca un giovane italiano.
La cassiera con un coraggio da leone che fa scappare il bandito, anche se armato di coltello. E’ successo lunedì sera a Castel Mella, all’Outlet Dolciario di via Quinzano: verso le 19.30, quando ormai si era fatta ora di chiusura. Un rapinatore armato di coltello che minaccia una delle cassiere, questa che gli risponde per le rime e che con l’aiuto (involontario) di una cliente riesce a metterlo in fuga.
Entrato nel negozio con il volto scoperto, e il coltello in tasca. Tra scaffali e banconi tre dipendenti, tutte donne: una di loro gli si avvicina, gli chiede cosa stesse cercando. Lui estrae la lama e, come da copione, la punta contro la donna intimandole di consegnare i soldi in cassa.
"Manco per sogno", avrebbe risposto lei. Spiazzando così il giovane rapinatore, che si aspettava tutt’altra reazione. In quegli istanti, mentre le altre due cassiere si erano già nascoste pronte ad avvisare le forze dell’ordine, in negozio è entrata l’ultima cliente del giorno.
Alla vista dell’altra donna il rapinatore ha deciso di mollare la presa, e si è allontanato rapidamente. I Carabinieri della compagnia di Brescia sono arrivati poco più tardi, per raccogliere elementi utili per la ‘caccia’ all’uomo scappato per le vie del paese.
Da www.bresciatoday.it
Minacciata con un coltello, cassiera si rifiuta di consegnare i soldi.
Rapina in corso all'Outlet Dolciario di Castel Mella, quando manca poco all'orario di chiusura:
la cassiera aggredita con un coltello risponde con fermezza, fino a far scappare il rapinatore. Si cerca un giovane italiano.
La cassiera con un coraggio da leone che fa scappare il bandito, anche se armato di coltello. E’ successo lunedì sera a Castel Mella, all’Outlet Dolciario di via Quinzano: verso le 19.30, quando ormai si era fatta ora di chiusura. Un rapinatore armato di coltello che minaccia una delle cassiere, questa che gli risponde per le rime e che con l’aiuto (involontario) di una cliente riesce a metterlo in fuga.
Entrato nel negozio con il volto scoperto, e il coltello in tasca. Tra scaffali e banconi tre dipendenti, tutte donne: una di loro gli si avvicina, gli chiede cosa stesse cercando. Lui estrae la lama e, come da copione, la punta contro la donna intimandole di consegnare i soldi in cassa.
"Manco per sogno", avrebbe risposto lei. Spiazzando così il giovane rapinatore, che si aspettava tutt’altra reazione. In quegli istanti, mentre le altre due cassiere si erano già nascoste pronte ad avvisare le forze dell’ordine, in negozio è entrata l’ultima cliente del giorno.
Alla vista dell’altra donna il rapinatore ha deciso di mollare la presa, e si è allontanato rapidamente. I Carabinieri della compagnia di Brescia sono arrivati poco più tardi, per raccogliere elementi utili per la ‘caccia’ all’uomo scappato per le vie del paese.
lunedì 26 gennaio 2015
Recentemente a Verona e provincia, c'è stato un proliferare di aperture di piccoli e medi super/ipermercati.
Le insegne Martinelli, Ipertosano, Migross e Despspar ed altre, hanno tappezzato la provincia con nuovi capannoni,
con festose inaugurazioni e con la consueta guerra del prezzo e dello sconto, almeno per i primi giorni di apertura.
Con lo slogan "Offriamo nuovi posti di lavoro" i sindaci e le amministrazioni dei paesi delle nuove strutture,
hanno così giustificato l'incremento del traffico a ridosso di case e giardini, incuranti anche del danno recato ai piccoli negozi,
soffocando le proteste dei cittadini, e ben sapendo che l'unico motivo per cui hanno acconsentito
alle nuove inaugurazioni, è il guadagno per la vendita di terreni.
In realtà dopo poche settimane il giochino è stato scoperto: i nuovi supermercati hanno
ridotto il personale pochi giorni dopo le festività natalizie,
mentre le strutture esistenti lo avevano già fatto, non confermando nessuno dei contratti in scadenza.
Facendo due calcoli elementari, tra licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti, forse le assunzioni vanno in pari,
ma temo che nel giro di pochi mesi il segno sarà negativo.
Nel frattempo la viabilità è stata martoriata, le rotonde impercorribili si sono moltiplicate,
l'inquinamento da smog è altissimo...
Ma non importa, come si evince dalle foto; i clienti, scusate le clienti, non mancano mai.
mercoledì 6 novembre 2013
"SE AVESSI 1000 EURO AL MESE", UN SUCCESSO OLTRE OGNI PREVISIONE!!!
IL PUNTO GD è tornato a teatro, nella rilettura intitolata
"SE POTESSI AVERE 1000 € AL MESE", con l'interpretazione di Roberto Alloro,
che con Giorgio Penazzi e Roberto Brangian ne cura i testi e la sceneggiatura.
Il teatro Perone ribolliva di pubblico ed entusiasmo la sera di sabato 26 ottobre.
Il mio grazie va a tutti i presenti e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto.
Buona fortuna a chi vive giorni difficili.
martedì 25 giugno 2013
"IL PUNTO G.D". A TEATRO
Non finisce di generare interesse il mio libro che, a disanza di quattro anni dalla sua pubblicazione,
continua a ricevere consensi ed ora trova anche una trasposizione teatrale.
All'interno della rassegna "Storie", debutta con il titolo di "Se potessi avere 1000 euro al mese", la trasposizione teatrale
del mio romanzo "IL PUNTO GD" (QuiEdit, 2009). Le informazioni sono tutte nel link qui sotto. Con orgoglio e riconoscenza ringrazio chi si è adoperato per trasformare questo sogno in realtà. Ed invito tutti voi a non mancare, l'ingresso è ad offerta libero e verrà destinato in beneficenza. Alla fine dello spettacolo sarà possibile dibattere con l'autore ed acquistare il libro ad un prezzo speciale.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI.
Per informazioni https://www.facebook.com/events/142783165918183/
giovedì 17 gennaio 2013
LA MURAGLIA CINESE
In principio, negli anni '80, furono i ristoranti con la loro cucina esotica, poi piccoli negozi, spesso sporchi e fatiscenti, a seguire con piccoli e medi centri commerciali, invasi di odori improponibili e di merce di dubbia qualità ed infine il salto verso l'eccellenza: merce di qualità e prezzi concorrenziali, capaci di duellare con la grande distribuzione da anni radicata in Italia (Iper, Auchan, Interspar, Lidl etc.). Ma oggi il colosso cinese ha deciso di stupire tutti: centri commerciali giganteschi, muniti di centri divertimenti, piscine, ristoranti, alberghi, palestre, negozi, uffici di ogni genere, studi medici e tutto per il comfort dei singolo, della famiglia e molto altro. Luoghi per gli acquisti, ma anche per la vita, il relax, il piacere, il business. E così in una sorta di incubo desiderato, sarà possibile nascere, vivere e morire dentro questi colossi mostruosi, senza mai aver visto il cielo, il sole e dove poter indebitarsi con gioia e dove e spendere fino a cessare di vivere, non sarà una tragedia umana, ma una perdita economica quantificabile in punti istat.
Una brutta storia di fantasia? Assolutamente no, il primo di questi giganti è in arrivo alle porte di Milano.
E allora tutti in piazza a festeggiare.
sabato 20 ottobre 2012
CHIUDE LA FNAC, L'ENNESIMA FARSA!
Quando è sbarcata in Italia, una decina di anni fa, la catena della Fnac (marchio francese per la vendita di prodotti tecnologici, telefonia, libri, musica e cinema), si era data come obiettivo quello di civilizzare la rozza Italia. “Porteremo la cultura tra il popolo italiano”. In effetti il primo periodo è stato fertile: assunzione di personale qualificato e preparato, tante iniziative con scrittori, musicisti, attori, anteprime di nuovi prodotti tecnologici e soprattutto una forte attenzione alla cultura locale, con progetti atti a valorizzare il territorio. Una dedizione che aveva messo in secondo piano l’inevitabile massacro di piccoli negozi delle città dove si era insidiata La Fnac, attività costrette a chiudere per la perdita di clienti, tutti felicemente a spendere tra i reparti colorati a festa delle sedi del marchio transalpino. Purtroppo ben presto, con il primo accenno di calo del fatturato, anche le Fnac ha seguito le solite logiche commerciali: contratti a tempo non rinnovati, personale stritolato in un clima militaresco e soprattutto una qualità del servizio sempre più scadente. Ecco così scomparire le iniziative locali, e puntare sempre sui soliti quattro nomi famosi (come il programma “Che tempo fa” di Fabio Fazio insomma, dove vediamo quasi solo i suoi amici e chi paga…), in una scadimento verso il basso che ha del tutto rinnegato lo spirito meritocratico dell’apertura. Oggi la storia della Fnac sempre al capolinea e i dieci punti vendita italiani attendono solo di conoscere la data di chiusura. Chiaramente la direzione non si preoccupa affatto di informare i propri dipendenti, sorvolando sulle richieste di trasparenza, limitandosi ad un terrificante silenzio. Ma quello che colpisce di più è che la direzione francese non ha parlato di crisi di vendite, perlomeno non tali da generare il rischio chiusura, ma della volontà di investire in altri settori commerciali, in paesi emergenti dove il guadagno e maggiore e la tassazione pressoché nulla. Ma la Fnac non doveva essere un esempio di cultura per noi poveri italiani? Insomma l’ennesima farsa che lascerà sul campo di battaglia centinaia di disoccupati, colpevoli solo di voler fare un lavoro da 1000 euro al mese, domeniche comprese.
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