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UN PICCOLO/GRANDE REGALO PER VOI

Amiche ed amici de "IL PUNTO G.D." ,
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.

Ecco a voi:
"Lost (il parcheggio sotterraneo)".
Cliccate sul link e.... buona lettura!!

Visualizzazione post con etichetta centri commerciali. Mostra tutti i post
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lunedì 26 gennaio 2015

Recentemente a Verona e provincia, c'è stato un proliferare di aperture di piccoli e medi super/ipermercati. Le insegne Martinelli, Ipertosano, Migross e Despspar ed altre, hanno tappezzato la provincia con nuovi capannoni, con festose inaugurazioni e con la consueta guerra del prezzo e dello sconto, almeno per i primi giorni di apertura. Con lo slogan "Offriamo nuovi posti di lavoro" i sindaci e le amministrazioni dei paesi delle nuove strutture, hanno così giustificato l'incremento del traffico a ridosso di case e giardini, incuranti anche del danno recato ai piccoli negozi, soffocando le proteste dei cittadini, e ben sapendo che l'unico motivo per cui hanno acconsentito alle nuove inaugurazioni, è il guadagno per la vendita di terreni. In realtà dopo poche settimane il giochino è stato scoperto: i nuovi supermercati hanno ridotto il personale pochi giorni dopo le festività natalizie, mentre le strutture esistenti lo avevano già fatto, non confermando nessuno dei contratti in scadenza. Facendo due calcoli elementari, tra licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti, forse le assunzioni vanno in pari, ma temo che nel giro di pochi mesi il segno sarà negativo. Nel frattempo la viabilità è stata martoriata, le rotonde impercorribili si sono moltiplicate, l'inquinamento da smog è altissimo... Ma non importa, come si evince dalle foto; i clienti, scusate le clienti, non mancano mai.

venerdì 11 maggio 2012

Fallimento Supermercati BILLA

I tre bastardi dell'articolo del link, mentre progettavano il fallimento pilotato della MQM, società che controlla BILLA, uno dei marchi più noti della Grande Distribuzione, continuavano ad assumere nuovo personale, spesso strappandolo alla concorrenza, per fingere di essere un marchio in espansione. Così oggi ci sono centinaia di persone senza lavoro, che non percepiranno stipendi e TFR. Il fatto è molto grave, perchè siamo scesi in basso di dieci gradini nell'inferno della crisi, se i mostri della finanza si intromettono anche nella GDO, decretandone la morte, è davvero finita, perchè sembrava che almeno i grossi colossi fossero immuni da simili malvagie strategie. Non che manchino esempi negativi in tal senso, ma in passato i giochi sprochi della finanza, non avevano come scopo la morte di un gruppo, ma solo il profitto malvagio a discapito dei piccoli risparmiatori... E allora aspettiamoci un incremento (PILOTATO) di suicidi... http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20120510_video_18061417.shtml

martedì 1 novembre 2011

Roma in tilt, apre un nuovo centro commerciale. Che tristezza, meglio: che schifo.



Roma in tilt, apre un nuovo centro commerciale.
Che tristezza, meglio: che schifo.

Roma non è una città a cui mancano le occasioni per finire nel caos: partite di calcio come guerre, manifestazioni politiche e non di ogni tipo, il Papa che scandisce i suoi discorsi attirando migliaia di fedeli ogni settimana, per non dire del normale traffico scatenato dai residenti della città millenaria.
Quindi sembra davvero incredibile scoprire che il 26 ottobre scorso, Roma sia stata messa in scacco dalla semplice apertura di un nuovo centro commerciale. Semplice? Niente affatto. Infatti il marchio Trony per attirare clienti all’apertura di un nuovo punto vendita ha pubblicizzato per giorni prezzi stracciati per importanti articoli. Risultato? Scene di caos e delirio con oltre diecimila persone incolonnate dalla sera prima davanti all’ingresso, in un crescendo di attesa e tensione che la calca si è trasformata in rissa, urla e litigi. La situazione è sfuggita di mano ai trecento agenti della polizia municipale intervenuti e solo l’arrivo delle camionette dei carabinieri ha scongiurato un vero e proprio delirio di massa, con ottomila persone che spingevano e pretendevano di entrare prima degli altri, per accaparrarsi qualche pezzo di elettronica ad una cifra. Una zona di Roma di oltre dieci chilometri quadrati è rimasta congestionata, il traffico letteralmente farneticante e deviato altrove e ben ventotto linee dei bus costrette a cambiare direzione in zone secondarie, con il risultato di disagi anche di cittadini a cui non interessava nulla dell’apertura del nuovo punto vendita. Ecco alcune testimonianze: "Una cosa mai vista: c'é gente che si è picchiata per la fila"; "Urla, parolacce almeno però ho comprato il cellulare che volevo"; "Siamo stati in fila per 12 ore, ma siamo felici dei nostri acquisti"; “Abbiamo preso anche quello che non ci serviva, forse lo rivenderemo per guadagnarci qualcosa”; “Sembrava l’inferno, ma adesso che ho tutto quello che volevo mi sembra di essere in paradiso”. “Un tipo della sicurezza è stato letteralmente sommerso di gente”.
Roma, la capitale del mondo, presa d’assalto e messa in ginocchio dall’apertura di un centro commerciale. Cosa dire di più? Avere, possedere, nulla è più gratificante di sentirsi padroni di qualcosa, che poi non useremo, non sapremo utilizzare, faticheremo a comprendere. Ma questo poco importa, conta invece dire “Io c’ero e ho fatto l’affare”. Niente attira di più uno sconto, uno di qui ribassi che ci fanno sentire eroi. “Loro” lo sanno e ci fregano così ogni giorno, ogni maledetto giorno. E non è una questione di centimetri, come dice Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”, ma di priorità. E quegli ottomila (e con loro altri milioni) che hanno bloccato Roma hanno già definito le loro necessità…

sabato 30 luglio 2011

VENEZIA: UN CENTRO COMMERCIALE IN STAZIONE!!


ANCHE VENEZIA VERRÀ VIOLENTATA DA UN CENTRO COMMERCIALE
Venezia sembrava una città protetta dallo scempio dei centri commerciali,
la sua storia, la posizione e la mancanza di spazio, sembravano protezioni sufficienti per evitare l'assalto dei mostri del commercio. Ma con un colpo di genio i divoratori di anime sono riusciti a trovare la soluzione: il centro commerciale si farà nell'area adiacente alla stazione. Basterà quindi scendere dal treno per venire sedotti dal fascino di vetrine luminose e dei soliti marchi, che ormai hanno invaso il pianeta. Poco importa se a pochi metri ci sono secoli di storia, ci sono alcune tra gli edifici, teatri, chiese e piazze più belle del mondo, l'importante sarà documentare la visita a Venezia con l'acquisto di una borsa firmata, di scarpe o vestiti del solito ladro autorizzato dal suo nome altisonante della moda...
L'articolo qui sotto è de Il Gazzettino di qualche mese fa...

SANTA LUCIA A Natale prenderà forma un grande emporio. Lavori conclusi entro il 2012

Ci sarà spazio per 47 negozi su 7.500 metri quadrati. In lizza grandi firme dell’abbigliamento

Bisogna solo aspettare Natale e la città si ritroverà con il primo nucleo di un "vero" centro commerciale. Un’operazione che consentirà di mettere insieme entro il 2012 un grande emporio con ben 47 negozi con merceologie diverse. A dare l’adesione, con già una stipula di contratto, prestigiose marche dell’abbigliamento per grandi e piccoli (Motivi, Benetton, Nike, Zero, Calzedonia, Imagination), della ristorazione (Autogrill), del tempo libero (Game Express, Hudson News), dell’oggettistica (Salmoiraghi, ancora Nike). Tutti insieme appassionatamente nel progetto di Grandi Stazioni e che troveranno sede al pianoterra del Palazzo Ex Compartimentale in riva al Canal Grande. Non ci sarà, per il momento, una libreria Feltrinelli come ipotizzato in un primo tempo, e come già avviene in molti altri scali ferroviari italiani. Per la grande catena libraria al momento ci sono solo contatti e non contratti.
Il progetto per il recupero è stato illustrato ieri, con un sopralluogo, da Fabio Battaggia, amministratore delegato di "Grandi Stazioni spa", la società del Gruppo Ferrovie dello Stato, che cura l’allestimento, la ristrutturazione e la riqualificazione degli scali ferroviari principali del nostro Paese. Per la società del gruppo Fs, Venezia è uno dei punti nevralgici dell’asse ferroviario italiano. Santa Lucia, infatti, accoglie ogni giorno almeno 450 convogli passeggeri facendo transitare in stazione almeno 82 mila persone al giorno consentendo così di raggiungere in un anno la quota record di 30 milioni di passaggi.
«I lavori nella zona dell’Ex Compartimentale e a Santa Lucia - ha detto Battaggia - si concluderanno nell’autunno 2012, ma già a Natale 2011 si potranno vedere i primi negozi nell’area in fase di ristrutturazione nel palazzo che ospita anche parte degli uffici della Regione Veneto. Contemporaneamente stanno procedendo i lavori di risistemazione della Stazione di Santa Lucia, senza problemi per i collegamenti e i servizi di Trenitalia. E lì si presume che si possa concludere ogni operazione entro l’autunno dell’anno prossimo. In questo ultimo caso si tratta di trasferire a blocchi le attività da una parte all’altra dell’edificio per consentire alternativamente i lavori. Analogo intervento di risistemazione avverrà per le parti esterne e il piazzale». Per quel che riguarda l’Ex Compartimentale, il progetto per un costo complessivo di 24 milioni di euro, consentirà la realizzazione di camminamenti interni, il recupero architettonico e la definizione di alcuni servizi, tutto al pianoterra. All’interno, nel cortile all’aperto, "Grandi Stazioni" prevede la realizzazione di un piazza con spazi per la ristorazione e anche l’apertura di un ristorante sull’altro piazzale esterno, quello che guarda gli ex Magazzini Parisi. Complessivamente l’intervento riguarderà 15 mila metri quadrati (4 ascensori, 80 telecamere, 2,5 metri di solai; 11 mila di pavimenti). Lo spazio riservato alle attività commerciali sarà di 7.500 metri quadrati.
Risolti i problemi relativi alle "eccezioni" espresse dalla Salvaguardia sulle vetrate fronte Canal Grande. Mentre sembrerebbe al palo il progetto di collegamento attraverso un ponte con la zona di San Giobbe e dell’Università all’ex Macello. «Nel Compartimentale ci sarà un camminatoio - ha chiarito Battaggia - che dividerà l’area commerciale da quella pedonale esterna». Per Mestre ci sarà solo ordinaria manutenzione. «Ci si è limitati - ha spiegato Battaggia - al rifacimento delle banchine, delle luci e delle toilettes».
FONTE:http://www.ilgazzettino.it/

sabato 14 agosto 2010

PECCATO PER IL FINALE? (Discussione 1)

"Ho letto il tuo libro, è molto bello, peccato per il finale triste".

Ho ricevuto tanti apprezzamenti per "Il Punto G.D.", molti di più di quelli che leggete su questo blog, alcune persone sono timide o tecnologicamente pigre e preferiscono un sms, una frase a voce, farmi pervenire un complimento da un amico comune o comprirmi di lodi ad una presentazione. Tutte cose belle e gratificanti ma, detto dei complimenti, la critica più frequente riguarda il finale: molti lo trovano bello, ma triste e chiedono spiegazioni, esigono una motivazione. E allora, amici lettori, ecco la risposta.

Il centro commerciale abbandonato

Una giornata piovosa in piena estate diventa (purtroppo diranno molti), l’occasione perfetta per girovagare nei centri commerciali. Non sfugge alla regola questa struttura, posizionata a pochi chilometri dalla parte nord del lago di Garda. Infatti sono circondato da famiglie dai capelli biondo platino, che tradiscono le loro origini tedesche e olandesi, con mariti spesso extralarge, mamme sovrappeso, ma ancora piacenti e bambini bellissimi, destinati probabilmente a diventare come i genitori, innamorati del cibo e della birra. Ho una conferenza in zona tra qualche ora, quindi ho tempo per vagabondare tra le vetrine del centro commerciale. Curioso nel dedalo di corridoi e subito irrompe la realtà: la maggior parte dei negozi sono chiusi, cartelli impolverati raccontano di bancarotte e di vite andate a rotoli “Chiuso per cessata attività”, “Vendesi negozio”, “Fine attività”. Ci sono zone del centro completamente morte, anche i turisti sono stupiti, non capisco i loro discorsi, ma intuisco il senso di quello che dicono, glielo si legge negli occhi: sono stupiti da tanto abbandono. Girovagando scopro che sono aperti un paio di bar, un’edicola, qualche negozio di vestiti di marca, un grosso marchio di giocattoli, una lista nozze e poco altro. Altrove vedo solo polvere e sconfitte. Salgo a capo chino in macchina e penso ai sogni riposti in quelle vetrine ed oggi trasformatisi in tristezza e debiti. Lungo la strada lo scempio continua, ci sono decine di capannoni abbandonati, con cartelloni oramai rotti con le scritte “Vendesi” e “Affitasi”. Questo, oramai da qualche anno, è lo spettacolo economico/commerciale del nord est italiano (le altre zone, sud, centro, Europa, mondo, universo, aggiungetele voi). Trovate motivi per scrivere qualcosa tipo “I love shopping” o uno di quegli orrendi libretti estivi dove si raccontano di storielle divertenti intorno a negozi ed uffici? Oppure avreste preferito la solita storia di un/una quarantenne che non trova l’amore e che vuole restare giovane dentro, che si imbatte in tante avventure erotiche, sentimentali, professionali e poi arriva la principessa o il principe azzurro che abita nello stesso pianerottolo e mai notato prima e tutto magicamente si aggiusta? No amici, pur con il sorriso sulle labbra ho parlato della grande distribuzione dal suo stesso ventre, svelandovi i trucchi e le meschinità che lo alimentano, ma poi ho raccontato la mia storia, che è quella di tanti altri come me, che a ridosso dei cinquanta anni, si sono trasformati in nullità professionali, senza reddito e forse senza futuro. Se ci trovate gli elementi per scrivere un finale allegro (ma il mio non è privo di speranza), fatemelo sapere!
Con affetto.
Gianni Della Cioppa