VOLETE LASCIARE UN COMMENTO DOPO AVER LETTO "IL PUNTO G.D."?
Avete letto "IL PUNTO G.D." e volete lasciare un commento? (Cosa che mi farebbe molto felice!!!). Facile, scorrete sotto fino al post che vi invita all'acquisto, schicciate il link "commenti" e scrivete il vostro pensiero. Se non siete iscritti a "google" o se volete che non appaiano i vostri contatti/nomi, scegliete la voce "anonimo", e resterete avvolti dal mistero....
UN PICCOLO/GRANDE REGALO PER VOI
Amiche ed amici de "IL PUNTO G.D." ,
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.
Ecco a voi: "Lost (il parcheggio sotterraneo)".
Cliccate sul link e.... buona lettura!!
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.
Ecco a voi: "Lost (il parcheggio sotterraneo)".
Cliccate sul link e.... buona lettura!!
lunedì 26 gennaio 2015
Recentemente a Verona e provincia, c'è stato un proliferare di aperture di piccoli e medi super/ipermercati.
Le insegne Martinelli, Ipertosano, Migross e Despspar ed altre, hanno tappezzato la provincia con nuovi capannoni,
con festose inaugurazioni e con la consueta guerra del prezzo e dello sconto, almeno per i primi giorni di apertura.
Con lo slogan "Offriamo nuovi posti di lavoro" i sindaci e le amministrazioni dei paesi delle nuove strutture,
hanno così giustificato l'incremento del traffico a ridosso di case e giardini, incuranti anche del danno recato ai piccoli negozi,
soffocando le proteste dei cittadini, e ben sapendo che l'unico motivo per cui hanno acconsentito
alle nuove inaugurazioni, è il guadagno per la vendita di terreni.
In realtà dopo poche settimane il giochino è stato scoperto: i nuovi supermercati hanno
ridotto il personale pochi giorni dopo le festività natalizie,
mentre le strutture esistenti lo avevano già fatto, non confermando nessuno dei contratti in scadenza.
Facendo due calcoli elementari, tra licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti, forse le assunzioni vanno in pari,
ma temo che nel giro di pochi mesi il segno sarà negativo.
Nel frattempo la viabilità è stata martoriata, le rotonde impercorribili si sono moltiplicate,
l'inquinamento da smog è altissimo...
Ma non importa, come si evince dalle foto; i clienti, scusate le clienti, non mancano mai.
mercoledì 6 novembre 2013
"SE AVESSI 1000 EURO AL MESE", UN SUCCESSO OLTRE OGNI PREVISIONE!!!
IL PUNTO GD è tornato a teatro, nella rilettura intitolata
"SE POTESSI AVERE 1000 € AL MESE", con l'interpretazione di Roberto Alloro,
che con Giorgio Penazzi e Roberto Brangian ne cura i testi e la sceneggiatura.
Il teatro Perone ribolliva di pubblico ed entusiasmo la sera di sabato 26 ottobre.
Il mio grazie va a tutti i presenti e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto.
Buona fortuna a chi vive giorni difficili.
martedì 25 giugno 2013
"IL PUNTO G.D". A TEATRO
Non finisce di generare interesse il mio libro che, a disanza di quattro anni dalla sua pubblicazione,
continua a ricevere consensi ed ora trova anche una trasposizione teatrale.
All'interno della rassegna "Storie", debutta con il titolo di "Se potessi avere 1000 euro al mese", la trasposizione teatrale
del mio romanzo "IL PUNTO GD" (QuiEdit, 2009). Le informazioni sono tutte nel link qui sotto. Con orgoglio e riconoscenza ringrazio chi si è adoperato per trasformare questo sogno in realtà. Ed invito tutti voi a non mancare, l'ingresso è ad offerta libero e verrà destinato in beneficenza. Alla fine dello spettacolo sarà possibile dibattere con l'autore ed acquistare il libro ad un prezzo speciale.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI.
Per informazioni https://www.facebook.com/events/142783165918183/
giovedì 17 gennaio 2013
LA MURAGLIA CINESE
In principio, negli anni '80, furono i ristoranti con la loro cucina esotica, poi piccoli negozi, spesso sporchi e fatiscenti, a seguire con piccoli e medi centri commerciali, invasi di odori improponibili e di merce di dubbia qualità ed infine il salto verso l'eccellenza: merce di qualità e prezzi concorrenziali, capaci di duellare con la grande distribuzione da anni radicata in Italia (Iper, Auchan, Interspar, Lidl etc.). Ma oggi il colosso cinese ha deciso di stupire tutti: centri commerciali giganteschi, muniti di centri divertimenti, piscine, ristoranti, alberghi, palestre, negozi, uffici di ogni genere, studi medici e tutto per il comfort dei singolo, della famiglia e molto altro. Luoghi per gli acquisti, ma anche per la vita, il relax, il piacere, il business. E così in una sorta di incubo desiderato, sarà possibile nascere, vivere e morire dentro questi colossi mostruosi, senza mai aver visto il cielo, il sole e dove poter indebitarsi con gioia e dove e spendere fino a cessare di vivere, non sarà una tragedia umana, ma una perdita economica quantificabile in punti istat.
Una brutta storia di fantasia? Assolutamente no, il primo di questi giganti è in arrivo alle porte di Milano.
E allora tutti in piazza a festeggiare.
sabato 20 ottobre 2012
CHIUDE LA FNAC, L'ENNESIMA FARSA!
Quando è sbarcata in Italia, una decina di anni fa, la catena della Fnac (marchio francese per la vendita di prodotti tecnologici, telefonia, libri, musica e cinema), si era data come obiettivo quello di civilizzare la rozza Italia. “Porteremo la cultura tra il popolo italiano”. In effetti il primo periodo è stato fertile: assunzione di personale qualificato e preparato, tante iniziative con scrittori, musicisti, attori, anteprime di nuovi prodotti tecnologici e soprattutto una forte attenzione alla cultura locale, con progetti atti a valorizzare il territorio. Una dedizione che aveva messo in secondo piano l’inevitabile massacro di piccoli negozi delle città dove si era insidiata La Fnac, attività costrette a chiudere per la perdita di clienti, tutti felicemente a spendere tra i reparti colorati a festa delle sedi del marchio transalpino. Purtroppo ben presto, con il primo accenno di calo del fatturato, anche le Fnac ha seguito le solite logiche commerciali: contratti a tempo non rinnovati, personale stritolato in un clima militaresco e soprattutto una qualità del servizio sempre più scadente. Ecco così scomparire le iniziative locali, e puntare sempre sui soliti quattro nomi famosi (come il programma “Che tempo fa” di Fabio Fazio insomma, dove vediamo quasi solo i suoi amici e chi paga…), in una scadimento verso il basso che ha del tutto rinnegato lo spirito meritocratico dell’apertura. Oggi la storia della Fnac sempre al capolinea e i dieci punti vendita italiani attendono solo di conoscere la data di chiusura. Chiaramente la direzione non si preoccupa affatto di informare i propri dipendenti, sorvolando sulle richieste di trasparenza, limitandosi ad un terrificante silenzio. Ma quello che colpisce di più è che la direzione francese non ha parlato di crisi di vendite, perlomeno non tali da generare il rischio chiusura, ma della volontà di investire in altri settori commerciali, in paesi emergenti dove il guadagno e maggiore e la tassazione pressoché nulla. Ma la Fnac non doveva essere un esempio di cultura per noi poveri italiani? Insomma l’ennesima farsa che lascerà sul campo di battaglia centinaia di disoccupati, colpevoli solo di voler fare un lavoro da 1000 euro al mese, domeniche comprese.
martedì 5 giugno 2012
COME PREVISTO: MOSTRO MANGIA MOSTRO!
In un vecchio posto sul mio blog avevo scritto: "MOSTRO MANGIA MOSTRO", ovvero la grande distribuzione dopo aver costretto alla chiusura migliaia di piccoli negozi, sarebbe passata allo stadio successivo, cioè far chiudere marchi di GDO meno potenti.
La profezia si sta avverando.
Schlecker chiuderà
La più grande catena di drugstore della Germania, Schlecker, è stata messa in liquidazione e interromperà a breve le vendite. Lo ha annunciato ieri il curatore fallimentare dell'azienda, Arndt Geiwitz, che ha detto che non è stato trovato alcun nuovo compratore o investitore disposto a salvare la società secondo i parametri fissati da Geiwitz. Dunque in Germania chiuderanno gli ultimi 2.800 punti vendita Schlecker ancora in attività e i 13.200 lavoratori ancora impiegati perderanno il lavoro. Il sindacato VER.DI ha duramente criticato questa decisione, che tuttavia non dovrebbe interessare le consociate IhrPlatz e Schlecker XL, che continueranno la propria attività.
Da quando, il 23 gennaio scorso, Schlecker aveva dichiarato lo stato di insolvenza per mancanza di liquidità, erano stati approvati numerosi tagli per salvare l'azienda, che hanno incluso il licenziamento di circa 16.500 lavoratori e la chiusura di circa 4.500 punti vendita. Nonostante questo, Schlecker non ce l'ha fatta, anche perché nessuno degli imprenditori e delle cordate che hanno provato a rilevarla hanno voluto offrire più di 150 milioni di euro, una cifra troppo bassa considerata troppo bassa, visti che i debiti della società, secondo alcune stime, sfiorerebbero il miliardo di euro.
Prima della crisi, in Germania i dipendenti di Schlecker erano circa 30mila, mentre erano 17mila quelli negli altri tremila negozi Schlecker nel resto d’Europa, tra cui Germania, Austria, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Ungheria, Polonia, Francia, Spagna e Italia. Solo nel 2010 Schlecker ha visto scendere le entrate di 650 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
La famiglia Schlecker, che ha fondato la catena nel 1975, ha ricevuto spesso critiche dalla stampa tedesca perché accusata di fornire ai suoi lavoratori condizioni di lavoro al limite del sostenibile, contratti precari, paghe basse e pressioni psicologiche molto forti.
La crisi di Schlecker si deve alla scarsa capacità dell’azienda di reggere il confronto con la concorrenza di nuovi negozi, soprattutto in termini di prezzi. Nei mesi scorsi si era parlato molto in Germania della possibilità di salvare la catena con un intervento specifico del governo tedesco, che però ha negato il suo contributo soprattutto per l'opposizione del partito dei liberali (FDP), al governo con la CDU (cristianodemocratici) della cancelliera Angela Merkel. Anche un tentativo di salvataggio mediante il gruppo bancario KFW (Kreditanstalt für Wiederaufbau), l’istituto di finanziamento pubblico tedesco controllato dallo Stato, non è andato a buon fine.
(Fonte YAHOO FINANZA)
venerdì 11 maggio 2012
Fallimento Supermercati BILLA
I tre bastardi dell'articolo del link,
mentre progettavano il fallimento pilotato della MQM, società che controlla BILLA,
uno dei marchi più noti della Grande Distribuzione,
continuavano ad assumere nuovo personale, spesso strappandolo alla concorrenza,
per fingere di essere un marchio in espansione.
Così oggi ci sono centinaia di persone senza lavoro, che non percepiranno stipendi e TFR.
Il fatto è molto grave, perchè siamo scesi in basso di dieci gradini nell'inferno della crisi,
se i mostri della finanza si intromettono anche nella GDO, decretandone la morte, è davvero finita,
perchè sembrava che almeno i grossi colossi fossero immuni da simili malvagie strategie.
Non che manchino esempi negativi in tal senso, ma in passato i giochi sprochi della finanza,
non avevano come scopo la morte di un gruppo, ma solo il profitto malvagio a discapito dei
piccoli risparmiatori...
E allora aspettiamoci un incremento (PILOTATO) di suicidi...
http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20120510_video_18061417.shtml
Iscriviti a:
Post (Atom)

