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UN PICCOLO/GRANDE REGALO PER VOI

Amiche ed amici de "IL PUNTO G.D." ,
finalmente dopo tanta attesa è arrivata la grossa novità: ecco il capitolo inedito del libro "IL PUNTO G.D.". Si tratta di un'idea lasciata volutamente fuori dalle pagine originali, proprio per poter donare agli amici del web qualcosa di unico e speciale.

Ecco a voi:
"Lost (il parcheggio sotterraneo)".
Cliccate sul link e.... buona lettura!!

mercoledì 21 marzo 2012

Gianni Della Cioppa a TV2000: link diretto!

Ecco il link direttao per vedere il mio intervo alla trasmissione di martedì 20 marzo 2012, su TV2000.
Gianni
http://www.blogger.com/img/blank.gif

lunedì 19 marzo 2012

GiannI Della Cioppa, ospite su TV2000

Martedì 20 marzo alle ore 10, sarò ospite, in diretta, su TV2000, per presentare il mio libro "IL PUNTO GD" nelò programma “Nel cuore dei giorni” di Paolo Taggi. Tv2000, lè visibile sul canale 28 del digitale terrestre, 801 di Sky e in streaming su www.tv2000.it. Il programma è un contenitore in diretta quotidiana, che affronta ogni giorno tematiche diverse, approfondimenti e attualità.
L'argomento della trasmissione è: "Come i clienti scelgono gli acquisti, modalità, influenze e piccole manie".

lunedì 5 marzo 2012

DOMENICA SEMPRE APERTO Nuove assunzioni? Ecco dov’è l’inganno.



DOMENICA SEMPRE APERTO
Nuove assunzioni?
Ecco dov’è l’inganno.

Il governo tecnico guidato da Mario Monti ha avuto l’ultima (ma non certo l’ultima) intuizione, al grido di “si creeranno numerosi posti di lavoro”: negozi aperti tutte le domeniche. Esultano i responsabili dei centri commerciali, che finalmente, in attesa di farlo anche di notte, potranno rinchiuderci nelle loro prigioni dorate ogni santo giorno. Inutile dire che senza denaro, quindi senza una vera politica economica rivolta allo sviluppo, si potrà aprire i negozi anche per i morti e gli extraterrestri, ma gli acquisti non cresceranno.
Poco importa, perché la logica che guida questi commedianti della politica è sempre la stessa: fumo negli occhi, fingere che qualcosa si stia facendo.
Ma relativamente alle aperture domenicali dei negozi, sapete cosa succede?
Anzi cosa sta succedendo? Assunzioni assolutamente ZERO. Toccherà invece al personale già attivo, doversi sobbarcare a rotazione il turno domenicale, chiaramente senza nessun tipo di straordinario, ma con un turno di riposo in più settimanale, deciso insindacabilmente dalla direzione.
Risultato? Il servizio al pubblico sarà sempre più di cattiva qualità, perché il personale operativo, già ridotto all’osso (vedete mai qualche addetto alle vendite nelle corsie dei supermercati?), sarà chiaramente meno, perché per coprire la domenica, a turno resteranno a casa dal lunedì al venerdì
(non certo il sabato, giornata culmine per gli acquisti), con conseguente scadimento del servizio e della qualità.
Ovviamente i più penalizzati da questa decisione saranno i piccoli negozi, già stritolati da una tassazione al limite dello strozzinaggio e chiaramente impossibilitati ad ipotizzare nuove assunzioni e quindi le poche commesse (spesso una, due o al massimo tre), dovranno coprire il turno domenicale, ben sapendo che sarà vietato ammalarsi o chiedere ferie. Ho amici i cui parenti stanno scegliendo la data di matrimonio, battesimo o cresima dei figli in base alla loro disponibilità. Pensate: centinaia di invitati che pendono dalla decisione di un capo reparto che valuterà quando e se concedere una domenica libera al suo misero subalterno che ha una sola colpa: un fratello o un amico che si sposa o un nipote che fa la prima comunione.
Nuove assunzioni? Ma state zitti pagliacci che siete ridicoli!

lunedì 2 gennaio 2012

Stupenda recensione de "IL PUNTO G.D."

Lo confesso, ho questa recensione nel cassetto da oltre un anno ma, forse per un certo pudore, mi sembrava troppo bella per essere pubblicata. L'ho riletta oggi e mi sono commosso e così ho pensato che valesse la pena farla conoscere anche a voi.
Che dire? Grazie Francesco!

“IL PUNTO G.D.”
Ci sono dischi, film e quindi anche libri, che non si comportano come ci si aspetta. Tu sei lì, pronto ad immergerti in una storia di azione, in una commedia leggera o in un album di basilare ma potente hard rock, e invece… La sorpresa è sempre doppia, perché non solo il risultato è buono ma, appunto, è meglio di quanto originariamente ti immaginavi. Conosco Gianni Della Cioppa ormai da venti anni, anzi, di più, perché, prima di conoscerlo di persona, ero un suo lettore, dalle pagine di Metal Shock. Poi, appena entrai anche io nel fantastico, lussurioso e lussureggiante mondo dell’editoria musicale, fu lui ad accorgersi subito di me. E non ne fu contento. La mia prima recensione riguardava un disco che probabilmente avrebbe voluto fare lui; quando la vide pubblicata a mio nome, telefonò in redazione e chiese “ma chi diavolo è sto… come si chiama? Fuzz?...”. Da lì ad oggi, possiamo dirlo forte e alla Vasco, siamo rimasti solo noi. Una manciata di eroici lavoratori della carta stampata rock, quelli che si possono contare su di una mano, ma che, da più di venti anni a questa parte, senza mai essersi abbronzati alle luci della notorietà effimera fatta di opinionisti a Sanremo o giudici per competizioni televisive per post-adolescenti, scrivono tanto e bene di rock, quello vero. Alla faccia della modestia. Gianni va rispettato doppiamente perché, pur non essendosi mai tirato indietro davanti a un articolo o una intervista e non avendo mai sballato la consegna di una recensione, ha sempre avuto un lavoro serio da portare avanti e una famiglia, da lui adorata, a cui dare tutta la sua attenzione. Fino a un certo giorno. Quando il signor Della Cioppa, chimico di professione, si trova licenziato. Fuori, fine, porta chiusa. Come dire, “io c’ero” e ricordo la sua amarezza, le sue ansie, i timori, le aspettative, le sorprese e l’inaspettata gioia, oserei dire energia, per una vita lavorativa completamente diversa che gli si prospettava davanti: lavorare in un centro commerciale, a fare cosa non si sa, ma lavorare e sentirsi di nuovo con la testa (e il portafoglio) a posto. “Se va tutto bene io finisco lì dentro”, mi disse una volta, mentre, nella sua auto, passavamo davanti a enorme cantiere. Poi il lavoro che inizia, improvvisamente, con Gianni che si trova a fare quello che altri probabilmente avrebbero rifiutato: sposta bancali, pulisce carrelli, dipinge pareti, lavora con le mani, lui chimico, ma tanto del suo pezzo di carta non gli chiede nulla nessuno. E quando ha il tempo, anche se non gli compete, corre a (ri)mettere a posto dischi e dvd nel reparto musicale, lasciato in mano a chi con la musica ha un rancore profondo. Ma come fa il Gianni a stare lontano dalla musica per più di un’ora? Qualcuno se ne accorge e GDC diventa finalmente factotum della zona-musica di un megaipercentro dell’area veronese. Le cose girano e lui, con sua stessa sorpresa, si diverte, sta bene, si sente parte della squadra, si bea della soddisfazione del cliente, pur con 1.000 euro di stipendio. In fondo è nel suo mondo, quello che conosce bene, sembra il lavoro fatto per lui. La sua “zona” di megaipercentro cresce, la gente si accorge che lì si trovavano dischi che ormai non ha più nessuno (con la sua solita modestia questo Gianni nel libro non lo dice), ma poi, come in un filmone americano, in cui l’eroe, prima di trionfare, deve soffrire di brutto per almeno 45 minuti, il patatrac. Di nuovo sulla fuori, di nuovo ad alimentare speranze, fino ad un altro giro in un altro centro commerciale. E ad un altro patatrac. Ed è qui la sorpresa de ‘Il Punto GD’ (dove GD sta per Grande Distribuzione) di cui parlavo all’inizio; credevo che questo fosse un libro allegro, infarcito di aneddoti, storielle paradossali e avventure ai limiti del demenziale, vissute fra corsie e carrelli, casse e magazzino, con clienti impossibili, colleghi di lavoro matti e pericolosi, cassiere sexy, direttore-dittatori e situazioni al limite della commedia all’italiana, con Alvaro Vitali vestito da donna, che ruba il caciocavallo e se lo nasconde sotto al cappotto, facendo finta di essere incinta. E invece questa è una storia dannatamente triste, che lascia l’amaro in bocca e ci fa riflettere, nel piccolo (mica tanto) di un ipermegacentro, su cosa diavolo sta succedendo in questa Italia. Gente che investe tutto su se stessa, che si scorda di studi e stipendi pur di lavorare e che ci crede davvero, che si trova ad inventarsi capacità che non credeva di avere, che viene investita di responsabilità e ruoli oggi e di ingiurie e critiche domani, in un mondo lavorativo dove le certezze sono prossime allo zero, l’imprenditorialità è una barzelletta e le persone sono considerate come le scatolette che si vendono nella corsia del tonno. È addirittura una storia che sembra finire male (ma chi conosce Gianni sa che non è andata così), in cui, più che la commedia, emerge l’eroe-Della Cioppa, con tutte le sue caratteristiche che conosco da tempo: quella incapacità di venire a patti con un mondo falso e superficiale, la sua eterna, fortissima fede nelle cose semplici ma rare come l’amicizia, il contatto umano, la risata, quel suo ormai anacronistico mettersi dalla parte degli altri e usare l’intelligenza e la gentilezza. Un Gianni a volte troppo “persona comune”, altre fastidiosamente naif per l’anno di grazia 2010, ma anche un Gianni che, ad averne una squadra piena di gente come lui, avrebbe portato un qualunque ipermegacentro a risultati mai raggiunti prima. Eppure, per volere del fato, di qualche direttore o semplicemente della sfiga, non è stato così, Ma almeno a noi ci resta un buon libro.
(Francesco “Fuzz” Pascoletti, caporedattore delle riviste musicali Classix, Classix Metal e :Ritual:)

martedì 1 novembre 2011

Roma in tilt, apre un nuovo centro commerciale. Che tristezza, meglio: che schifo.



Roma in tilt, apre un nuovo centro commerciale.
Che tristezza, meglio: che schifo.

Roma non è una città a cui mancano le occasioni per finire nel caos: partite di calcio come guerre, manifestazioni politiche e non di ogni tipo, il Papa che scandisce i suoi discorsi attirando migliaia di fedeli ogni settimana, per non dire del normale traffico scatenato dai residenti della città millenaria.
Quindi sembra davvero incredibile scoprire che il 26 ottobre scorso, Roma sia stata messa in scacco dalla semplice apertura di un nuovo centro commerciale. Semplice? Niente affatto. Infatti il marchio Trony per attirare clienti all’apertura di un nuovo punto vendita ha pubblicizzato per giorni prezzi stracciati per importanti articoli. Risultato? Scene di caos e delirio con oltre diecimila persone incolonnate dalla sera prima davanti all’ingresso, in un crescendo di attesa e tensione che la calca si è trasformata in rissa, urla e litigi. La situazione è sfuggita di mano ai trecento agenti della polizia municipale intervenuti e solo l’arrivo delle camionette dei carabinieri ha scongiurato un vero e proprio delirio di massa, con ottomila persone che spingevano e pretendevano di entrare prima degli altri, per accaparrarsi qualche pezzo di elettronica ad una cifra. Una zona di Roma di oltre dieci chilometri quadrati è rimasta congestionata, il traffico letteralmente farneticante e deviato altrove e ben ventotto linee dei bus costrette a cambiare direzione in zone secondarie, con il risultato di disagi anche di cittadini a cui non interessava nulla dell’apertura del nuovo punto vendita. Ecco alcune testimonianze: "Una cosa mai vista: c'é gente che si è picchiata per la fila"; "Urla, parolacce almeno però ho comprato il cellulare che volevo"; "Siamo stati in fila per 12 ore, ma siamo felici dei nostri acquisti"; “Abbiamo preso anche quello che non ci serviva, forse lo rivenderemo per guadagnarci qualcosa”; “Sembrava l’inferno, ma adesso che ho tutto quello che volevo mi sembra di essere in paradiso”. “Un tipo della sicurezza è stato letteralmente sommerso di gente”.
Roma, la capitale del mondo, presa d’assalto e messa in ginocchio dall’apertura di un centro commerciale. Cosa dire di più? Avere, possedere, nulla è più gratificante di sentirsi padroni di qualcosa, che poi non useremo, non sapremo utilizzare, faticheremo a comprendere. Ma questo poco importa, conta invece dire “Io c’ero e ho fatto l’affare”. Niente attira di più uno sconto, uno di qui ribassi che ci fanno sentire eroi. “Loro” lo sanno e ci fregano così ogni giorno, ogni maledetto giorno. E non è una questione di centimetri, come dice Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”, ma di priorità. E quegli ottomila (e con loro altri milioni) che hanno bloccato Roma hanno già definito le loro necessità…

sabato 30 luglio 2011

VENEZIA: UN CENTRO COMMERCIALE IN STAZIONE!!


ANCHE VENEZIA VERRÀ VIOLENTATA DA UN CENTRO COMMERCIALE
Venezia sembrava una città protetta dallo scempio dei centri commerciali,
la sua storia, la posizione e la mancanza di spazio, sembravano protezioni sufficienti per evitare l'assalto dei mostri del commercio. Ma con un colpo di genio i divoratori di anime sono riusciti a trovare la soluzione: il centro commerciale si farà nell'area adiacente alla stazione. Basterà quindi scendere dal treno per venire sedotti dal fascino di vetrine luminose e dei soliti marchi, che ormai hanno invaso il pianeta. Poco importa se a pochi metri ci sono secoli di storia, ci sono alcune tra gli edifici, teatri, chiese e piazze più belle del mondo, l'importante sarà documentare la visita a Venezia con l'acquisto di una borsa firmata, di scarpe o vestiti del solito ladro autorizzato dal suo nome altisonante della moda...
L'articolo qui sotto è de Il Gazzettino di qualche mese fa...

SANTA LUCIA A Natale prenderà forma un grande emporio. Lavori conclusi entro il 2012

Ci sarà spazio per 47 negozi su 7.500 metri quadrati. In lizza grandi firme dell’abbigliamento

Bisogna solo aspettare Natale e la città si ritroverà con il primo nucleo di un "vero" centro commerciale. Un’operazione che consentirà di mettere insieme entro il 2012 un grande emporio con ben 47 negozi con merceologie diverse. A dare l’adesione, con già una stipula di contratto, prestigiose marche dell’abbigliamento per grandi e piccoli (Motivi, Benetton, Nike, Zero, Calzedonia, Imagination), della ristorazione (Autogrill), del tempo libero (Game Express, Hudson News), dell’oggettistica (Salmoiraghi, ancora Nike). Tutti insieme appassionatamente nel progetto di Grandi Stazioni e che troveranno sede al pianoterra del Palazzo Ex Compartimentale in riva al Canal Grande. Non ci sarà, per il momento, una libreria Feltrinelli come ipotizzato in un primo tempo, e come già avviene in molti altri scali ferroviari italiani. Per la grande catena libraria al momento ci sono solo contatti e non contratti.
Il progetto per il recupero è stato illustrato ieri, con un sopralluogo, da Fabio Battaggia, amministratore delegato di "Grandi Stazioni spa", la società del Gruppo Ferrovie dello Stato, che cura l’allestimento, la ristrutturazione e la riqualificazione degli scali ferroviari principali del nostro Paese. Per la società del gruppo Fs, Venezia è uno dei punti nevralgici dell’asse ferroviario italiano. Santa Lucia, infatti, accoglie ogni giorno almeno 450 convogli passeggeri facendo transitare in stazione almeno 82 mila persone al giorno consentendo così di raggiungere in un anno la quota record di 30 milioni di passaggi.
«I lavori nella zona dell’Ex Compartimentale e a Santa Lucia - ha detto Battaggia - si concluderanno nell’autunno 2012, ma già a Natale 2011 si potranno vedere i primi negozi nell’area in fase di ristrutturazione nel palazzo che ospita anche parte degli uffici della Regione Veneto. Contemporaneamente stanno procedendo i lavori di risistemazione della Stazione di Santa Lucia, senza problemi per i collegamenti e i servizi di Trenitalia. E lì si presume che si possa concludere ogni operazione entro l’autunno dell’anno prossimo. In questo ultimo caso si tratta di trasferire a blocchi le attività da una parte all’altra dell’edificio per consentire alternativamente i lavori. Analogo intervento di risistemazione avverrà per le parti esterne e il piazzale». Per quel che riguarda l’Ex Compartimentale, il progetto per un costo complessivo di 24 milioni di euro, consentirà la realizzazione di camminamenti interni, il recupero architettonico e la definizione di alcuni servizi, tutto al pianoterra. All’interno, nel cortile all’aperto, "Grandi Stazioni" prevede la realizzazione di un piazza con spazi per la ristorazione e anche l’apertura di un ristorante sull’altro piazzale esterno, quello che guarda gli ex Magazzini Parisi. Complessivamente l’intervento riguarderà 15 mila metri quadrati (4 ascensori, 80 telecamere, 2,5 metri di solai; 11 mila di pavimenti). Lo spazio riservato alle attività commerciali sarà di 7.500 metri quadrati.
Risolti i problemi relativi alle "eccezioni" espresse dalla Salvaguardia sulle vetrate fronte Canal Grande. Mentre sembrerebbe al palo il progetto di collegamento attraverso un ponte con la zona di San Giobbe e dell’Università all’ex Macello. «Nel Compartimentale ci sarà un camminatoio - ha chiarito Battaggia - che dividerà l’area commerciale da quella pedonale esterna». Per Mestre ci sarà solo ordinaria manutenzione. «Ci si è limitati - ha spiegato Battaggia - al rifacimento delle banchine, delle luci e delle toilettes».
FONTE:http://www.ilgazzettino.it/

lunedì 6 giugno 2011

IL PUNTO GD, presentazione al Ristorante ALIGHIERI di Verona


Luca, Ugo Brusaporco e Gianni durante la serata all'Alighieri...

Giovedì 16 giugno alle ore 21,
Gianni Della Cioppa e Luca Sguazzardo,
saranno ospiti del noto critico cinematografico Ugo Brusaporco
al Ristorante ALIGHIERI, in via Santa Anastasia a Verona,
per presentare i rispettivi esordi letterali "Il Punto G.D."
e "La Lunga Vendetta", entrambi pubblicati dalla QuiEdit.
La serata sarà allietata dall'unione di cultura, cibo e vini.
Infatti durante l'incontro verranno presentati alcuni vini Soave.
L'accompagnamento musicale è garantito da Steve Coliselli della Steve Gang.
E' un'occasione imperdibile per trascorrere una serata tra arte, cibo e vino!!
Per prenotazioni telefonare allo 045 59.11.16
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!